Frigoriferi a 50°C nei supermercati francesi: la lezione per l'OT connessa
Il 12 ottobre 2026 un attacco informatico avrebbe portato a 50°C i frigoriferi di centinaia di supermercati francesi. Il caso mostra quanto sia rischiosa l'esposizione su internet dei controllori industriali, anche nella catena del freddo.
Secondo quanto riportato dalla stampa di settore, il 12 ottobre 2026 centinaia di supermercati francesi sono stati colpiti da un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione dei punti vendita. Gli aggressori avrebbero preso il controllo degli impianti e portato i frigoriferi a circa 50°C per diverse ore durante la notte. Si parla di merce alimentare per un valore stimato in milioni di euro, andata distrutta. Le informazioni sono ancora in evoluzione: questo articolo è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Che cosa è successo
Il software coinvolto sarebbe fornito dall'azienda danese Danfoss. Il gruppo Mousquetaires (Intermarché e Netto) ha dichiarato che sarebbe stato attaccato un fornitore di servizi che gestisce la refrigerazione nei negozi, indicando circa 300 punti vendita interessati. Tra le altre insegne citate come colpite figurano Coopérative U, Carrefour, Monoprix ed E.Leclerc.
Al momento della pubblicazione delle notizie nessuno aveva rivendicato l'attacco e non era stata segnalata alcuna richiesta di riscatto. Restano quindi incerti l'identità e il movente degli autori, il numero totale di negozi coinvolti e l'effettiva estensione di eventuali cancellazioni di dati.
Il dato tecnico: sistemi raggiungibili da internet
L'analista di Sekoia Félix Aimé, sulla base di dati Censys, ha contato oltre 2.700 sistemi StoreView raggiungibili via internet, circa 1.700 dei quali in Francia. Quasi il 50% delle installazioni francesi esposte risulta offline, pari a quasi il 90% di tutti i sistemi offline rilevati in Europa. Sistemi esposti, in numero molto ridotto, esistono anche in Spagna, Portogallo, Polonia, Germania e Belgio; Sekoia non può confermare che reti commerciali fuori dalla Francia siano state prese di mira deliberatamente.
L'attacco non sembrerebbe tecnicamente complesso: i sistemi di controllo erano direttamente raggiungibili da internet. Non è confermato se l'accesso sia avvenuto sfruttando una vulnerabilità specifica o credenziali predefinite, e l'accesso era probabilmente possibile da molto tempo. Alcuni sistemi potrebbero essere stati cancellati o resi inutilizzabili, circostanza che richiederebbe la ricostruzione completa della configurazione di controllo della refrigerazione, ma anche questo non è ancora del tutto confermato.
Un controllore raggiungibile da internet è un controllore esposto, a prescindere da chi lo produce.
Perché riguarda anche chi produce
Secondo gli esperti citati dalla stampa, qualsiasi anello della filiera alimentare con impianti connessi a internet è a rischio, produttori inclusi, e una violazione in un'organizzazione può esporre l'intera catena. Il professor Daniel Dresner (University of Manchester) osserva che l'OT collegata all'IT, oppure il monitoraggio e la regolazione da remoto, ampliano l'esposizione. Un rapporto di Zscaler ThreatLabz, citato nella stessa copertura, colloca inoltre il manifatturiero tra i settori più colpiti dal ransomware.
La connettività remota di celle frigorifere, linee di processo e sistemi di monitoraggio è la stessa che si trova nelle fabbriche intelligenti. Porta con sé gli stessi benefici operativi e la stessa superficie d'attacco.
Che cosa verificare adesso
Il caso offre a direttori di stabilimento, responsabili operations e IT/OT un buon pretesto per un controllo mirato. Alcuni punti di partenza:
- Inventario dell'esposizione: verificare quali controllori, supervisori e interfacce web siano raggiungibili da internet, anche tramite strumenti di scansione pubblici.
- Credenziali: cercare account e password predefiniti e sostituirli, in particolare su dispositivi installati anni fa.
- Segmentazione IT/OT: controllare che la rete di impianto sia separata da quella aziendale e che gli accessi remoti passino da canali controllati, non da porte aperte.
- Fornitori di servizi: chiedere ai manutentori e ai gestori di sistemi da remoto come proteggono accessi e credenziali, dato che nel caso francese il punto debole indicato è proprio un fornitore.
- Piano di ripristino: conservare copie delle configurazioni dei controllori e sapere come ricostruirle, se i sistemi fossero resi inutilizzabili.
Le cause precise dell'attacco francese non sono ancora note, ma il quadro tecnico descritto indica che misure di base, come ridurre l'esposizione e gestire le credenziali, restano tra le difese più efficaci per l'OT connessa.